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Grotta del Bue Marino

La grotta del Bue Marino si trova al centro del Golfo di Orosei. È visitata da oltre cinquant’anni da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Bue Marino è la traduzione dal sardo di Foca Monaca, che in questa grotta, sino alla metà degli anni settanta vedeva uno dei suoi importanti rifugi. È costituita da tre rami: il Ramo di Mezzo, Ramo Nord e il Ramo Sud, dei quali solo gli ultimi due visitabili. Il Ramo Nord è costituito da ampie gallerie fossili sulle cui pareti sono visibili i segni di un livello marino più alto e dalle quali è possibile osservare i tre laghi: Lago Smeraldo, Lago Abissale e Lago Nero. Il Ramo Sud, lungo 2800 metri, è caratterizzato da grandiose gallerie di candida sabbia, intervallati da laghi di acqua dolce, dove lungo il percorso turistico ritroviamo la Sala dei Candelabri, la Sala degli Specchi e la Spiaggia delle Foche.

La Grotta era sicuramente frequentata in epoca preistorica probabilmente quando il livello del mare era qualche metro più basso rispetto allo stato attuale, permettendo un accesso da terra. Le singolari incisioni rupestri e le tracce archeologiche ci confermano una sua frequentazione già dal neolitico finale.

Nel neolitico l’acqua assume un ruolo di vitale importanza per l’agricoltura e la navigazione, quest’ultima attestata dalla circolazione dell’ossidiana e dalla presenza di siti risalenti al neolitico antico in prossimità di facili approdi. Un esempio potrebbe essere la Grotta del Bue Marino, e sempre nella costa orientale la Grotta del Papa nell’isola di Tavolara, dove il riferimento all’acqua – marina – si associa alla presenza di raffigurazioni simboliche. Si tratta di figurazioni incise a martellina sulla superficie della roccia posta all’ingresso del Ramo Sud, dove si possono identificare una ventina di figure antropomorfe, una coppella e due cerchi con un’altra piccola coppella al centro. Purtroppo la sua lettura è estremamente difficile, sia per l’irregolarità del calcare, sia per l’azione corrosiva della salsedine. Le figure sono del tipo a “doppia forcella”, ossia con braccia e gambe piegate a U. All’interno di questo schema possiamo evidenziare: la figura isolata in basso a destra che presenta uno schema a candelabro, con arti multipli; due figure poco al di sopra presentano un’appendice laterale obliqua; l’ultima figura in alto del gruppo principale ha le gambe piegate a U nella stessa direzione delle braccia; tutte hanno arti più o meno lunghi, inclinati e arcuati e sono disposte in modo sparso rispetto ai tre motivi concentrici. La “scena” raffigurata, secondo l’ipotesi più accreditata, è quella di alcuni uomini oranti disposti attorno ad un cerchio interpretato come motivo solare.

Nel 1955 Giovanni Lilliu asportò l’unico lembo del riempimento della grotta del Bue Marino, precisamente nel ripiano di passaggio tra la sala detta della Dama Bionda e il Lago Smeraldino. Un lembo di terra - questo ciò che rimaneva dopo la moderna sistemazione della grotta - del deposito archeologico che doveva trovarsi originariamente all’interno della stessa. Si riportarono alla luce un lisciatoio in pietra verde, frammenti di ceramica rozza decorata, un residuo di focolare con ossa di animali, ceneri e carboni.

Sulla cronologia si registrano ipotesi differenti: sulla base dei pochi materiali diagnostici rinvenuti in una situazione stratigrafica poco chiara, si può fissare una datazione al neolitico recente (Cultura di Ozieri) oppure all’inizio dell’età del rame (Cultura di Filigosa), per quest’ultima in analogia con i motivi incisi su di un peso da telaio proveniente da Conca Illonis – Cabras, datati al medesimo orizzonte cronologico.

Per quanto riguarda il ramo Nord, non sono state trovate tracce della presenza dell’uomo.

Per concludere, è attendibile l’ipotesi che le grotte e i ripari in generale, abbiano avuto una funzione non solo abitativa, ma anche magico–religiosa, forse legata a rituali funerari, come nelle manifestazioni coeve di arte ipogeica. Ma, per rinforzare questa ipotesi, occorrono prove documentali di un uso funerario che purtroppo questo contesto difficilmente ci potrà riportare.

 

 

 

Anno 2018

(partenze previste dal porto di Cala Gonone)

 

Mese

Orario visite: mattina

Orario visite: pomeriggio

Aprile

10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00

Maggio

 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00

Giugno

 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00

Luglio

9:00 - 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00 - 17:00

Agosto

9:00 - 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00 - 17:00

Settembre

 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00

Ottobre

 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00

Novembre

11:00 - 12:00

15:00

 

Biglietto Ingresso: Intero 9.00 euro, Ridotto 4.50 euro.